Do we know…

Zigzagando fra le pagine convulse di facebook mi sono imbattuta, nel senso che ho sbattuto il grugno contro un video, a mio avviso orripilante, realizzato da parlamentari misti “in difesa della vita”.
Come se noialtri si istigasse alla morte.
Cercando qualcosa da contrapporre a quella cosuccia in cui, per dire, La Russa fa la parte del disinvoltone accanto alla Santadechè mentre Bondi sorride mentre un libro gli si affianca, sono andata a cercare una canzone che mi è ancora molto, molto cara.
Si tratta di “do they know it’s christmas?”, pezzo più video ralizzato da Bob Geldof  per le popolazioni africane, con la partecipazione dei cantanti e cantautori più famosi negli anni ’80: da Sting agli U2, dagli Spandau ai Duran Duran, da Paul Weller a Phil Collins e Boy George.
Beh, quel video mi emoziona ancora oggi, tantopiù che con molti di quegli artisti ci sono praticamente cresciuta.
Ed oggi li guardo cantare, fermi nell’immagine che avevano allora, con gli occhi che ho oggi.
Occhi che ne hanno viste tante, ma che trasmettono ancora al cuore una malinconica dolcezza per quegli anni che non torneranno più.
Mi piacerebbe vederli tutti insieme adesso, anche se non so se proverei più gioia o rimpianto soffocante.
D’altronde il tempo è volato anche per Tony Hadley e Simon Le Bon. Li ho cercati su Google.
Sono miei coetanei, oggi un po’ imbolsiti e segnati dal tempo.
Osservandoli (mi credete, vero?) ho provato affetto.
In fondo loro sono un po’ me, la ragazza che negli 80 stava vivendo un periodo complicato, ma pieno di speranza e voglia di fare.
Poi il tempo si snocciola in giorni non sempre all’altezza, e ci si ritrova  a fare bilanci che non quadrano mai.

Band Aid – Do they know it’s Christmas?

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18 pensieri su “Do we know…

  1. Gasp.
    Definire quel video “orripilante” mi pare un allegro eufemismo.
    Da parte mia, per riprendermi sono andato a cercare un mio vecchio mito – sempre in gran forma.

  2. Ho cercato il mio video per una sorta di “analogia compensatoria”, Rob. Ma tu quei parlamentari li conosci tutti? Sto chiedendo lumi da ieri, ma nessuno mi ha risposto.

  3. Dimenticavo.
    Non smetto di chiedermi com’è che le canzoni sulla vita parlano sempre di bambini che giocano nei cortili, e mai dei malati terminali o di quelli attaccati alle macchine in stato vegetativo.

  4. Meim, non mi fare il Savonarola della rete. ;)
    Fb non è nè male e nè bene. :pp

    Non è necessità, Rob, ma curiosità. Non è nemmeno il caso di stare a scervellarsi sul testo di quella canzonetta: è evidente che la situazione dei malati non li tocca, se non per poter sciorinare una caterva di banalità legate alla “tutela” della vita secondo loro.

  5. Non ho avuto una vita serena, Gians.
    Comunque negli 80 avevo qualche problemino, ma tutto sommato ero forte e piena di speranza.

  6. Vite serene no, ma gente serena ce n’è, Gians. il mio problema più grosso sono i conflitti interiori che mi dilaniano da quando ho iniziato ad avere coscienza di me stessa.
    Essi si frappongono fra me e il mondo.
    Bacio.

  7. Io so che vogiono perfino istituire la giornata a difesa della vita proprio nella data della morte di Eluana. Disgustoso e ributtante. Riducono ogni cosa ad una campagna aggressiva e di guerra quasi contro il nemico.

    Ma qui si chiede solo il diritto di scelta se spegnersi con dignità o continuare a vegetare attaccati ad una macchina. Solo un diritto di scelta che non tocca la loro ma arricchisce gli altri di un’alternativa. Ed il vero “arricchire” non é stato usato a caso….

    Non ho visto il video “incriminato” mi sono rifiutato; voglio mantenere la mia pressione sotto controllo…. Straordinario invece quello che hai postato tu lo ricordo anch’io ancora con grande emozione e commozione.

  8. O mio Dio che roba…
    Peraltro sono tutti stonatissimi. E questo è solo il male minore. Ma poi cosa vuol dire essere per la vita? Forse intendevano dire che loro sono per la dolce vita…e non nel senso dei maglioni.

  9. Quella faccenda l’ho trovata di pessimo gusto anch’io, Daniele. Purtroppo viviamo sotto il sottanone del vaticano: trasversalmente, molti ne sentono il fiato sul collo.

    Non sei grezzo ma sincero, Gians. Se potessi mi cambierei, ma ci ho provato senza risultati apprezzabili.

    Può essere che alcuni del coro alludessero a quella, Celito. Meglio, sarebbe stato più coerente che la canzoncina parlasse di feste e bagordi. La vita e la salute delle persone sono faccende estremamente serie.

  10. Non ho aperto il link del video orripilante, gemellina, ma ho guardato e riascoltato con nostalgia “Do they know…”. E non solo! Sulla pagina di YouTube, la colonnina a destra mi mostrava anche “We are the world” e mi sono goduta anche quella.
    Grazie, grazie, grazie Nico! Oggi ho trent’anni di meno!

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