Una qualunque

Arriva il momento in cui capisci che i tuoi pensieri vuoi tenerli solo per te.

Un momento che ti ritrovi dentro e fuori. Che prende il sentire più intimo e lo chiude a chiave in un cassetto dal quale non uscirà mai.

Senza che tu l’abbia scelto consapevolmente. Senza che tu l’abbia voluto.

E l’idea di essere stata fatta passare e bollata come una sciocca qualunque, una con i sentimenti che nuotano troppo in superficie e il cuore di bambola, non ti tocca più.

Esisti come emanazione di te stessa: con un bagaglio mostruoso di ricordi mostruosi.

E poche emozioni spente senza lacrime.

Scusate se mi lagno e mi ripeto, però va così, e questo è il mio blog. Mi manca il tempo che fu qui, con voi, ma ho la sensazione che il vento abbia voltato le pagine fino alla fine del capitolo.

Radiohead – Paranoid android

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19 pensieri su “Una qualunque

  1. Per la serie:” ho bevuto il caffè e mi è andato di traverso”. :)
    Lo so, Alia: è il motivo per il quale ho quasi smesso di scrivere.

  2. Quello che descrivi sembrerebbe un “fine corsa” Nico; un fine corsa per questa stagione ricca e complessa. Forse ti capisco, ti apprezzo da sempre leggerò finchè potrò. Poi potrò sempre conservare l’idea di quel che sei e immaginare ciò che non hai mai scritto. E’ giusto così apensarci bene, poco allegro ma giusto. E’ un fatto. Ciao

  3. Ricca, complessa e a volte insopportabile, Dido. Eppure è passata, portandosi dietro una parte di me che non esiste più.
    Un fatto, sì.

    Gians, sai che penso lo stesso di te. Stavolta niente strombazzi: ho solo rallentato, in attesa di “un’idea per svoltare”, anche in rete. Fb è solo cazzeggio: per quando i pensieri si alleggeriscono un po’.

  4. Già. A volte ti sembra di avere pensieri così vasti (evito di dire profondi) che anche il solo provare ad enunciarli, a tradurli in un discorso razionale, significherebbe falsificarli.
    Però è anche vero che a volte, è solo parlandone con qualcuno che sono riuscito a fare chiarezza dentro di me. Vedi tu, ci vorrebbe una via di mezzo.
    O persone che ti sappiano veramente capire :)

  5. Celitino, ho concluso che devo capirmi da me, anche se da capire c’è solo che ognuno ha la sua vita, e se la tiene. Migliorandola, se possibile, ma anche accettando.
    Mi difendo cercando di ironizzare, anche se non è la panacea. ;)

  6. Ho sempre pensato che nella vita di ciascuno di noi sia importante non tanto quello che ci accade ma il modo in cui lo affrontiamo.Credo che su questo tu abbia ancora da lavorare,perchè è sempre un peccato se non un sacrilegio trascinare la vita come fosse un fagotto inutile ed ingombrante.Ti abbraccio.Roberto

  7. Il vento che gira le pagine della vita.Stasera anche qui si è alzato un vento uggioso e freddo.Chi sa ?
    Spero che non faccia saltare una pagina perchè le voglio vivere tutte. Il mio di libri ha la carta gialla e scritto in celeste.

  8. ci sono momenti così. E forse sono pochi. Se non impariamo a giocare le nostre carte senza paura di perdere, è meglio restare in silenzio, a volte.
    Tuttavia, su mille, se parliamo, uno comprenderà.. A me pare sufficente per continuare, riprovare ad aprirmi. Lasciare che il racconto passi oltre e il bagaglio si faccia nel tempo, più leggero.

  9. Evidentemente ho lavorato male, Roberto. Lo so che sprecare la vita è un sacrilegio, ma non conosco altre vie.

    Oppure finisce tutto, Meim: conosci qualcosa che sia eterno?

    Ricambio l’abbraccio con simpatia, Leo.

    Le mie pagine le ho vissute tutte, Andreapac. Probabilmente ce ne saranno delle altre, che mi auguro più serene di quelle precedenti.
    Il mio libro è bianco, scritto con inchiostro nero.

    Non riesco a concepire il mio futuro, Lila: come se non lo avessi. Vivo giorno per giorno, sperando di raggiungere una certa serenità.
    Un bacio.

  10. Credo bisogni darsi ascolto. E anche fregrasene un po’ delle etichette che la gente da, a star dietro a tutto quello che gli altri dicono non si vive più.
    Un abbraccio

  11. E’ quello che sto iniziando a fare, Ormo, anche se costa fatica. Però indietro non si torna, anche se a volte si vorrebbe farlo per paura.

    Esatto, Efesto:da fine maggio ho un beagle che adesso ha quasi otto mesi, e che ho viziato da fare schifo. ;)

    E’ arrivata puntuale come un treno estero, Gians. ;)
    Grazie.

  12. E quindi quando anch’io sono scesa dalla giostra di facebook che ti illude di riuscire a mantenere rapporti più frequenti, ma consente solo superficiali approcci e saluti…
    Quando ricomincio a far visita ai blog dei pochi amici scelti (pochi perché il tempo non c’è per tutti)…
    Tu pensi di chiudere, ho capito bene?

    Legittima e rispettabile decisione, ma posso dire che mi dispiace?

    Un bacio.

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