Tornando a casa

E’ un periodo in cui va veramente tutto di traverso:  si è rotta la cinghia di distribuzione della Twingo in piena superstrada, di notte. E’ crollata la tapparella più grande, quella che si affaccia a sud est, un’applique si è spaccata e si è staccato lo stipite di una porta. Per non parlare dei piccoli danni provocati dal cane, che però erano in conto.
Nemmeno l’adsl va come dovrebbe, e Telecom non riesce a risolvermi i problemi di connessione.
Prima di tornare dal mare trovai un avviso-minaccia che mi intimava di rinnovare il “bollino verde”, una specie di balzello provinciale che attesterebbe la buona funzionalità di certe performance della caldaia del gas.
Siccome non facevo effettuare il regolare controllo da due anni, mi sono affrettata a chiamare la ditta che mi sostituì la vecchia, quattro anni fa.
Non pensavo venisse il titolare: di solito manda dei ragazzini.
Premetto che non sono un’oca, nè una che “ce prova”, però il tipo è un gran bel tipo. Sembra anche un po’ timido, particolare affascinante.
In tutto abbiamo scambiato poche parole, soprattutto di circostanza, ma mi piacerebbe riportare, accanto al dialogo reale, quello che ci sarebbe potuto essere se solo fossi stata una da barzellette.
Tralascio saluti e informazioni sulla manutenzione delle caldaie: argomento poco interessante.
Ci sediamo in cucina. Lui compila i papelloni e gli attestati.
Lo guardo di sottecchi: lineamenti e modi gentili, belle mani, bella grafia, nessuna traccia di fede all’anulare sinistro.
– Non è cambiato niente?
In che senso?
– E’ sempre tutto intestato a lei?
Sì, certo. (Vuoi sapere se mi son messa qualcuno in casa?)
Corregga il cognome, per favore: con il celebre calciatore non ho parentele.
Sorride e corregge.
– E’ riportato anche un civico diverso.
– Sì, il mio è il dieci. Il versamento per il bollino verde lo fa lei?
– Sì, la ricevuta gliela spedisco con posta prioritaria.
Bene, grazie.   (Potresti fare un salto e portarmela tu con le tue manine sante).
– Ah, una cosa importante. Quando accenderà il riscaldamento, fra un paio di mesi, ricordi di fare abbassare la pressione dell’acqua facendone uscire un po’ da un termosifone.
Ok. (E chi ti ha detto che accenderò i caloriferi fra due mesi? Sono sola e nessuno mi abbraccia…)
Si alza e mi consegna il papiro. Poi riprende la sua cassetta degli attrezzi e, prima di andare, mi chiede di mio padre.
– Come sta suo padre? Cioè…non so…
Lo interrompo sorridendo.
Sì, è ancora vivo e sta bene. L’anno scorso si è ammalato ma per  adesso è tutto a posto. Ha novant’anni, sa?
– Ha novant’anni anche il mio, e pensi che ha fatto il minatore.
Allora è ancora più highlander di mio padre.
Sorride, di un sorriso irresistibile.
Mi chiedo se dovrei offrirgli qualcosa da bere, poi decido di soprassedere.
– Sì, una classe di ferro in tutti i sensi.
Già. Vedremo di difenderci bene anche noi. (Insieme, magari, potremmo provare a difenderci meglio.)
Mi stringe la mano, indugia un attimo, come se volesse aggiungere qualcosa, poi ri-saluta e, già nel pianerottolo, chiama l’ascensore.
Bye bye, GC. Da un bel po’ di anni gli sconosciuti non li guardo nemmeno: tu sei una vera eccezione.
Non che abbia mai avuto mire espansionistiche nei tuoi confronti, ma sei la testimonianza vivente di quanto io sia coriacea, ma ancora umana.

Metallica – Prince charming

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30 pensieri su “Tornando a casa

  1. Mi ha fatto pensare irresistibilmente a quella scena di Io e Annie di Woody Allen in cui lui e Diane Keaton, parlando, dicono una cosa e in realtà ne pensano un’altra (che ci viene comunicata coi sottotitoli).
    Dimmi che ce l’hai presente daaaai :)

  2. Fai bene Nic. Ci sei, sei viva, sei recettiva e con la testa a posto…
    Inventati una scusa e richiamalo, no?
    Potresti sabotare qualcosa e dirgli che, visto che non hai uomini, in casa hai pensato a lui…
    più di così non si può: se intende intende, sennò è uno fedele…

  3. No, Willy: tutto questo macello fa parte della mia naturale inquietudine. :(

    Aspetta, Arci: l’idraulico è un’altra cosa, anche se, nell’immaginario collettivo, le figure si evolvono col mutare dei tempi. :)

    Vagamente, Celito, cioè non nei dettagli. Rimedierò, ma tu non mi bacchettare. :p

    Sulla testa a posto avrei qualche riserva, Wildest, ma diciamo che va.
    Oddio, fossi stata diversa ci avrei provato subito, ma in realtà non avevo alcune intenzione di provarci. Nel mio quotidiano gli uomini che incontro sono figure asessuate ed incolori. E’ già tanto che ne abbia notato uno. ;)

    Ti do una bella notizia, Meim: la Twingo è tornata più in forma che pria. :ppppp

    Hai proprio fatto centro, Rob: il tipo è esattamente un uomo Vaillant. Solido ma delicato e gentile.
    Perchè io, a parte rare eccezioni, incontro solo mezze seghe?
    Mistero. Cioè no. Non è per niente un mistero.

  4. L’uomo Vaillant deve essere veramente notevole,Nic cara.Ora non resta che attendere un segno del destino,tipo un calo di pressione improvviso ed inspiegabile.

  5. coriacea ma ancora umana… bell’immagine!
    meno bello il ritorno a casa, escludendo l’incontro affascinante. Piacerebbe anche a me uno così, invece l’idraulico che mi controlla la caldaia è tondo e pelato, sposato e non proprio simpatico. E anche caro. Nel senso di costoso, naturalmente!
    :-)
    un saluto

  6. Direi di sì, Cristina. Ti rifai gli occhi e via.
    Buona settimana anche a te. :)

    Quest’anno, per gli addetti ai lavori, sto subendo il transito di Saturno sul mio sole, Lila. Sto allegramente spaziando dalla malattia ad una gamba a tanti piccoli problemi domestici. E non solo.
    Ma oramai quasi tutto mi scivola addosso.
    Devo ammettere che il mio “caldaia man” è un uomo avvenente di un’avvenenza discreta e gentile: peccato che non mi interessi davvero. ;)
    Un bacione.

  7. io farei in modo di sabotare qualcosa e al primo freddo, smaniosa di accendere il riscaldamento, lo richiamerei. e magari quella volta un bicchiere di vino sarà pronto lì per caso. daiiiii

  8. Assolutamente mio malgrado, Leo.
    Stamattina me n’è successa una clamorosa. Ecco, in questi casi tendo fortemente a pensare che certi soggetti le loro intenzioni le portino scritte in faccia. :-/

    Data la mia nota fortuna si presenterebbe il ragazzetto di bottega, Metro. :)
    E poi parlo, parlo, ma sono estremamente riservata e chiusa. “Raggelante”, come mi definì un uomo, anzi uno.

  9. Esistono si! chiaramente per la faccia un minimo di impegno devi mettercelo tu, infatti non esisto corsi propedeutici all’ottenimento.

  10. Magari sono solo fraintendimenti.Così mi è stato risposto, Nic.Sient ‘a me :hai fatto bene.Disumanizzati che è meglio:DDDD
    Baci
    Mk

  11. A me veri e propri calci in faccia,con una durezza incredibile da chi non ti aspetti proprio.E congeli qualsiasi reazione in attesa di rielaborare.;)
    Bacio e buonanotte

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