Stronza

Non sono una vittima.
Nella vita ho saputo approfittare del momento giusto per abbandonare la nave un attimo prima che affondasse.
Ci ho pensato stasera, dopo aver incontrato il mio primo, vero ex: roba di circa trent’anni fa.
Lui era innamorato, ma aveva la pessima abitudine di perdere il controllo.
Io credevo di essere innamorata, ed avevo un brutto carattere.
Parlando del più e del meno ha lasciato trapelare una notevole insoddisfazione per la sua vita lavorativa.
Ho perso tutti i treni giusti. I tre anni di università nei quali rimasi fermo mi impedirono di laurearmi in tempo, mentre i miei colleghi ce la fecero. Oggi R è vicepresidente dell’Eni (o dell’Enel?) per il centronord, e F è direttore generale di un’azienda francese.

I suoi amici e compagni di corso li ricordo: obiettivamente R era in gamba, mentre su F non avrei scommesso una sola gomma da masticare.
Ci salutiamo, e mentre mi allontano in bici mia sorella mi chiama “donna crudele”.
Sul serio, sei sempre stata insofferente. Non che non avessi i tuoi buoni motivi per mollarlo, ma quando decidi sei spietata e inamovibile.

Spietata e inamovibile. Una volta. Oggi ho imparato l’arte della pazienza ma non ho la materia prima, nè mi interessa darmi da fare per “procacciarmela”.
Treno per treno, nella vita succede di rimanere impalati alla stazione, magari sotto la pioggia. E di doversene tornare a casa a leccarsi le ferite.
Non mi sono sentita in colpa, davanti al mio ex: alla fine tutto va come deve. Nel bene e, soprattutto, nel male e nel peggio.

R.E.M. – E-Bow the letter

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8 pensieri su “Stronza

  1. Spietata e inamovibile, Nico..
    Adesso sei spietata con te stessa.Le cose vanno come vanno, e la vita va,però un margine di scelta ce l’abbiamo.Perlomeno scegliere di non fare sempre le cose che ci fanno satre peggio.
    Scusa se te lo dico, Nico, ma,in amicizia, ciò è quello che mi sento di dirti,lo sai.
    Passato, passato, sempre passato…già il passato ci condiziona comuqnue , cerchiamo di non torturarci ancor di più.
    Un bacio

  2. Io alle vittime ci credo poco, in questo campo.
    Te lo dico da persona che si è a lungo sentita, appunto, una vittima.
    Nessuno ha il diritto di chiedere agli altri di comportarsi in un modo o in un altro, come dire, “per farmi un favore” – nell’ambito della correttezza, ovviamente. Anche perché chi cede a questo ricatto, nel futuro, avrà quasi sicuramente da recriminare a sua volta.
    Molto meglio prendersi ognuno le proprie responsabilità.

  3. Stare alla stazione con i treni superveloci che esistono oggi, significa rimanere scompigliati a ogni passaggio. Spero tu non voglia passare una vita a pettinare te stessa e le bambole degli altri. :;

  4. guarda che il passato è passato…
    guarda l'”ora e adesso”
    riprendi in mano te stessa e la tua vita
    hai tanto da dire e da dare
    lotta!

  5. ci credo molto alla poesia delle stazioni, molto meno a quella dei bagni delle stazioni. Mi fermo solo su un punto: partire significa lasciare qualcosa, qualcuno, non noi stessi. E il passato è un bagaglio a mano senza troppa importanza. Per essere altrettanto spietato: sono contro la sopravvaluzione del passato, anche perchè spesso è un luogo di fantasia. Tu non cerchi Nico, ma non impedire che ti succeda d’eesere cercata. Buon inizio di settimana, freddo e nuvolo, settembre promette tempi migliori :)

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