Andare

Il sogno di una notte di quasi fine estate si infrange, senza sorpresa, contro una barriera di deja vu e paure ancestrali malamente represse.
L’orologio della vita scandisce il suo tempo implacabile fra chiare, fresche, dolci acque e stanze di ospedali.
Volevo comunicare le mie nuove convinzioni, e il disappunto, ma sono rimasta muta contro ogni mia ragionevole previsione.
A volte siamo estranei a noi stessi e, di solito, ce ne accorgiamo con stupore e senso di smarrimento.
Ma non ero io quella che…
Sì, quella ero io, ma adesso sono questa, e questi e quelli, tutti noi,  rappresentiamo tappe evolutive del comune  passaggio, a volte silenzioso, attraverso la vita.
Non dovremmo sprecare il tempo che rimane in inutili e sterili prese di posizione, in rancori tenaci espressi da parole offensive o atteggiamenti ostili.
Non è un inno al “volemose bene”: l’ipocrisia è l’opposto della consapevolezza di essere tutti sulla stessa piattaforma traballante.
La ragione mi suggerisce questo, e so che non sbaglia. Il cuore, cioè quel che ne resta, è ancora un piccolo nucleo raggrumato in un nodo freddo e scuro.
Ma è solo questione di tempo, mentre il tempo ci sovrasta e ci travolge.

Neil Young – Old man

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14 pensieri su “Andare

  1. Toglimi una curiosità Nic:tempo fa leggevo su splinder un blog che conteneva poesie disperate e bellissime,mi pare si chiamasse laboratoriospazialeorbitante o qualcosa del genere.Non dirmi che eri tu.Buona serata e un abbraccio.Roberto

  2. in questa sensazione di estraneità mi ci riconosco,
    spesso mi accorgo di essere un passeggero estraneo ai miei stessi pensieri, come se guardassi la mia vita attraverso un velo e ne sento forte il bisogno di squarciarlo ma non ci riesco e aspetto ma mentre aspetto il tempo passa…inesorabile!!

  3. Ero io, Robi, ma il blog era su WordPress.
    Come va?
    Un bacio.

    Ho Skype, Arci, ma non lo apro mai, così come non apro più ogni genere di chat. Il pessimismo fa parte di me: ma è un pessimismo “costruttivo”. ;)

    Ti è mai capitato di avere la sensazione che tu stia vivendo un’altra vita, e che la tua l’abbia presa un’altra, Leamiche? A me sì, a volte. Forse, come cantava Alberto Fortis, “pensiamo troppo e viviamo male”.
    Benvenuta.

    Tutto il bene del mondo, Gians: ho praticamente speso la mia vita a cercare di far felici gli altri.
    E questo, probabilmente, è il risultato.
    ps.
    Ti sembro egoista?

  4. non sei egoista
    forse hai scelto i tipi sbagliati
    ma sbagliando si impara, no?
    un abbraccio
    N.

  5. mi è successo,
    di vedere , non solo di immaginare, qualcuna vivere la mia vita, quella che io sognavo per me e fa molto male…

  6. E nel girarsi a guardare dietro di sé riuscire a vedere quanta strada si è fatta. E allora ti accorgi di quanto fosse accidentato il terreno, delle buche, dei sassi, degli ostacoli sul cammino…se l’avessi saputo prima, probabilmente saresti rimasto fermo, immobile.

  7. Tipi e scelte, Wildest. Sbagliando si impara se gli sbagli non sono stati troppo destabilizzanti: in quel caso si annaspa. ;)
    Bacio

    Esatto, Leamiche: si vive una sorta di esproprio di identità. Ma forse io son materiale per psichiatri. :))

    Chiarisci, Gians. Io una mezza idea ce l’ho, ma vorrei che fossi più esplicito. Thank you.

    Quantomeno certe strade le avrei evitate come la peste, Celito. Ma, si sa, del senno di poi son pien le fosse.
    E questo non serve.
    Se potessi tornare indietro con la testa che ho adesso…beh, ammetto che questo pensiero è banale.

  8. Hai ragione Nic:il tuo blog era su WordPress ma ci ero arrivato tramite blueriver.splinder.com per cui ho fatto confusione.Un bacio.Roberto

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