Nic bruttavita

La donna pedala mentre si accendono i lampioni della stradina poco frequentata, piena di buche che la costringono a guardare avanti con attenzione. Canticchia a mezza voce, e i pochi passanti intabarrati in surreali giacche fuori stagione la guardano con occhi un po’ perplessi e incuriositi.
“Si è spento il sole e chi l’ha spento sei tu”, zigzagando nel tentativo di evitare scossoni. Indossa  jeans e  maglietta nera. Ai piedi ha  ciabattine infradito,  al collo un monile fatto di grosse palle di acciaio. Porta i capelli un po’ più lunghi del solito, un po’ più biondi del solito: con le bande laterali fermate dietro la testa da un becco colorato. Pedala leggermente scomposta, con le ginocchia  divaricate: si piega appena sul manubrio, facendolo oscillare con le mani agli estremi.
L’andar compunta e seria, come  avesse ingoiato una scopa e chili di ipocrisia, non fa per lei. Non ora. Forse mai più.

Vinicio Capossela – Si è spento il sole

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8 pensieri su “Nic bruttavita

  1. che brava, cerchi di non prendere le buche e canti….atteggiamento perfetto….e finalmente libera dalla falsa necessità di tenere un contegno prestabilito (da altri), ancora meglio….

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