Et de hoc satis

Oggi sono abbastanza incazzata. E abbastanza è un avverbio che non rende l’idea.

Vi racconto una piccola storia vissuta.

Circa tre anni fa, mio malgrado, mi trovai al centro di una spiacevolissima querelle che non mi riguardava, se non indirettamente. Un mio amico blogger si era innamorato, di brutto, di una ragazzina, blogger anch’ella, che diceva di volermi un gran bene, e che addirittura mi chiamava zia. Sembrava tutto dovesse filare via  liscio come l’olio. Finchè A., un altro blogger-amico molto caro, iniziò ad insinuare in me il sospetto che la bella ragazza fosse, in realtà, una bugiarda patentata, o una sorta di mitomane.

L’estate del 2007, che non dimenticherò mai per tanti di quei motivi che non mi basterebbe quel che resta del mese per parlarvene, fu essenzialmente connotata da una lite furibonda che scoppiò fra i miei due amici. Io, al centro, cercavo di mettere pace, riuscendo solo ad incasinare me stessa. L’istinto mi portava decisamente verso A, mentre l’ineffabile ragazzina, piagnucolando e inventando disgrazie familiari inesistenti, riuscì a scatenare una cagnara che qualche tempo dopo esplose sul mio blog dell’epoca, con commenti al vetriolo e minacce di denunce.

Ancora una volta mi toccava stramaledire internet, e le balle che contribuisce ad alimentare garantendoci l’immaterialità.

Alla fine della fiera avevo perso A, un amico al quale tenevo tantissimo.

In tempi recenti l’ho ricontattato, anche se mi sono mancate le parole giuste per dirgli che aveva visto bene sin dall’inizio. E che B (l’altro blogger) ed io eravamo stati anche troppo creduloni. Cazzoni col pedigree, insomma, perchè oggi l’ineffabile ragazza che faceva girare in rete foto da top model spacciandole per sue, era falsa come una banconota del monopoli.

Ecco: non voglio che questo accada mai più. Non voglio che anima viva si azzardi a carpire la mia buona fede.

Purtroppo oggi ci sono nuove premesse.

Giorni fa una blogger chiude improvvisamente perchè, pare, perseguitata da un gruppo di buontemponi. Mi è dispiaciuto, perchè  era simpatica. Mentre cercavo di capire cosa stesse succedendo, mi son resa conto di aver conosciuto, anni fa, uno di questi buontemponi: un uomo che con me è stato sempre estremamente corretto. Ho espresso questa opinione, serenamente, e sono stata sospettata di far parte della cricca.

Mentre io ero, sono e sarò sempre un cane sciolto, un cane che non accetta guinzagli da chicchessia: nemmeno da un amico colto da crisi isteriche.

Con questa storia non c’entro, ergo in questa storia non voglio entrare: che nessuno provi mai a trascinarmici.

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35 pensieri su “Et de hoc satis

  1. La tua mi pare una precisazione legittima, che poi è davvero stupido cercare manforte per “combattere” il nemico del momento. Da parte mia, che sono stato coinvolto direttamente dalla persona di cui parli, non ci sarà mai tale richiesta, anzi come avrai visto, ho chiuso il discorso appena ho finito di dirgli la mia.

  2. Lo so, Gians: non alludevo a te, ovviamente. Grazie al cielo sei dotato di buon carattere, oltre che di senso dell’umorismo.
    Altro aneddoto personale.
    Ai miei esordi da blogger fui presa di mira da tale Tommy, che me ne diceva di tutti i colori: egocentrica, parassita (?!?), egoista, pessima mamma (?!?!), spendacciona scriteriata. Approfittava di ogni mio post per farne un assist personale. Lo ignorai, continuando dritta per la mia strada, e il tipo, dopo avermi lasciato un commento stranamente “normale”, sparì nel nulla.

  3. Non sapevo che fossi stata coinvolta in questo spiacevole episodio,Nic cara.Qui si riproducono i medesimi meccanismi del mondo reale,con l’aggravante che non puoi saper chi hai di fronte.Ragion per cui,prima di stabilire un certo tipo di legame preferisco far passare un pò di tempo.L’indifferenza credo resti la miglior arma contro queste persone.

  4. Stavolta “di striscio”, Roberto, mentre tre anni fa ci stetti male. Hai ragione: si fa presto a dire “amico”.
    L’amicizia, quella vera (e rara), bisogna sudarsela sul campo. Qui, in questo mondo che inizia a starmi un po’ sulle scatole, possono stabilirsi delle simpatie e delle affinità. Che diventerebbero anche amicizie, se almeno ci fosse il teletrasporto.

  5. A me questo mondo piace ancora e davvero tanto, e ti spiego per quale motivo. Quì vige la vera democrazia, ognuno scrive ciò che gli pare, chi vuole legge o passa oltre. Da questo si determina anche il consenso che un blog riscuote. Andare a leggere al contrario ciò che non si condivide solo per poterlo sbeffeggiare non ha senso. Tuttavia anche in questi casi, la vena goliardica dovrebbe prendere il sopravento, ma siamo uomini e non caporali, e se alcune critiche ti piovono nei giorni sbagliati allora si manda tutti a fare in culo, e digrignando i denti, ti dirò che si prova pure un certo gusto.

  6. Scusa ma a volte ritornano (specie i noiosi).Credo che Gians abbia detto una grande verità:tutti noi finiamo per avere una vita reale e una parallela esistenza virtuale,che spesso hanno pochi o nessun punto di contatto.Tuttavia si influenzano reciprocamente:le nostre reazioni in Rete sono condizionate dall’umore che maturiamo “fuori”.Non si spiegherebbe altrimenti perchè a volte ce la prendiamo a morte e altre volte sorridiamo scrollando le spalle davanti alla medesima provocazione.Bacetto:)

  7. Non discuto sulla democrazia di un blog, Gians, ma sull’impossibilità di stabilire rapporti reali. Bazzico questo mondo da quattro anni suonati, e sono in rete dal 1999. Ho collezionato diverse delusioni circoscritte alla dimensione virtuale, più una, enorme, uscita dagli ambiti della rete.
    Sono passati degli anni, e questo mondo si è imbastardito ancora di più.
    Quante persone “vere” potrei contare sulla punta delle dita?
    Poche, e quasi tutte donne.

  8. Di solito io, e dico io, alle provocazioni rispondo con indifferenza, salvo che dentro non ci sia una dose letale di cattiveria. Allora mi arrabbio.
    In realtà son due mondi diversi: qui non puoi guardare l’altro/a in faccia, e questo è un limite enorme.
    Notte, Roberto.

  9. Ricordo quando mi raccontasti della querelle e concordo pienamente con quello che hai scritto.

    Ciao conterronea!!! (Ricordati che mi devi ancora un kinder bueno che, con gli interessi, è diventato una Sachertorte!!!)

  10. Purchè tu mi offra il braccio, amico mio conterroneo. ;)
    Lo so che te lo ricordi; ricorderai anche che ci stetti malissimo.

  11. Insomma, anche in rete c’è gente che non ha capito che la ricreazione, ad un certo punto, finisce. Mi dispiace per te, che ci soffri dopo che ci hai messo anche l’anima: non meriti un trattamento del genere e capisco la tua rabbia. Coraggio, ragazza, sappi che c’è chi ti stima e ti vuole bene, e sono una maggioranza.

  12. Ehm in effetti. Ok va bene, lo ammetto, questo è il momento della verità in realtà io non ho 35 anni come ho sempre cercato di farti credere ma ne ho 85 e ti scrivo dalla casa di riposo “Villa Arzilla”… ^__^

  13. Poi alla lunga il virtuale finisce e pure il virtuoso, però penso che questi rapporti dietro al paravento, siano reali, ne è dimostrazione la sofferenza, e a volte allegria, che generano. Mostrarsi come si pensa di essere, è abbastanza vicino alla realtà. Ma non ho molto da pensare, Brava Nico, e basta. :)

  14. L’amicizia è un sentimento molto profondo ma molto delicato che ha bisogno sia di cure sia di grande sacrificio, a volte anzi spesso si scontra con il prorpio orgoglio, non permettendo che la semplice empatia che unisce due amici scorra senza intoppi.
    Certo, è difficile avere pazienza se l’amico non è il solito consolatore/trice o compagno/a di merende o il/la disponibile sempre e comunque, la persona che si stima e che si vuole nella propria vita, se non è come lo/la vediamo sempre e se magari mostra il suo lato fragile e nello stesso tempo molto aggressivo, perchè certe reazioni forti sono anche reazioni di un animo sensibile, allora ci sentiamo feriti perchè non comprendiamo più, non riconosciamo più, non abbiamo il coraggio di capire di più.
    La vera amicizia non è quella dei giorni di sole, ma quella dei giorni di tempesta, che solo quando l’animo umano è in difficoltà spesso non ha schemi e barriere e quindi si espone di più, e l’amico/a quello vero si ferma un attimo, ” prende le botte e poi te le ridà” come dice Cocciante ( scusami il riferimento pop :-) )
    Sono addolorata che una bella persona come te( e lo dico sinceramente), con la grande sensibilità che penso tu abbia non abbia colto le sfumature forse di questa vicenda che colpisce un amico e per come la vedo io ” i nemici dei miei amici sono miei nemici” se mi concedi la parafrasi ma si sa io sono un pò troppo, come dire? idealista
    Il casino per interposta persona ovviamente fa arrabbiare ma un’amicizia se è profonda lo scossone lo supera e ne esce pure qualcosa di buono.
    Riguardo poi la questione ultima specifica, beh, se una banda di “buontemponi” come dici tu riesce a far chiudere addirittura un blog , di una donna per giunta( e noi donne siamo fragilissime in rete), proprio buontemponi non sono se permetti; il grande Gibran definisce il Male come il piacere e il godere della difficoltà altrui, ergo questa persone, correttissime anche con te, forse non sono delle persone che portano del “buon tempo”.
    Un abbraccio sempre e comunque.

  15. Io, ribadendo che scrivo da “Villa Arzilla”, vorrei dire che, simpaticamente, non sono molto convinto del principio per cui ”i nemici dei miei amici sono miei nemici”. Cioè lo spirito del clan o del branco a me non convince.
    Se io faccio qualche stupidaggine pretendo che i miei amici me lo facciano notare. Se un mio amico compie una stupidaggine, io non prendo aprioristicamente le sue parti, perché intendo l’amicizia non come un rapporto nel quale si dà sempre e comunque ragione agli altri, qualunque cosa dicano e facciano. Sarò sbagliato, sarà per questo che ho pochi amici ma permettetemi di aggiungere: pochi – ma buoni! :)))

  16. Voglio dire due parole: credo alla buonafede di nicbellavita, purtroppo si sono verificati scontro al calor bianco tra il sottoscritto e alcuni elementi. Non voglio riaprire qui delle polemiche sterili che non servono a nessuno, vengo in pace e chiedo umilmente alla titolare di poterla inserire nel mio blog roll come atto di buona volontà.

  17. Se una relazione virtuale è in grado di causare autentica gioia o sofferenza non direi che ci troviamo in presenza di un rapporto in qualche modo monco per mancanza di fisicità.Anch’io sono contro la logica del branco:gli amici non hanno ragione a prescindere,al contrario hanno bisogno della tua presenza proprio quando hanno torto.Scusa se intervengo di nuovo ma i tuoi post hanno dei commenti eccezionali.Quando li leggo trovo spunto per considerazioni ulteriori.

  18. Caro Marcello ( scusa Nic se a casa tua rispondo ad un tuo ospite) , l’amico è quello su cui puoi contare, quello che è con te nel bene e nel male, che fa squadra e cerca anche di farti ragionare sepuò, è la persona su cui puoi contare senza ombra di dubbio,perchè vedi, se vuoi bene ad una persona che è tua amica non si può non vedere il nemico di un amico che lo fa soffrire e non sentire il bisogno di proteggerlo, di consolarlo e di difenderlo, magari poi anche di farlo ragionare se la cosa è ingiusta in se, ma dovrebbe essere immediato pensare prima di tutto allo sdegno verso chi fa soffrire chi vogliamo bene, tanto bene che se poii era un calesse allora è un altro paio di maniche.
    Tutto qui,ecco perchè se qualcuno tocca un mio amico prima di tutto alzo gli scudi alti e pericolosissimi, poi sotto lo scudo ragiono sulle ragioni giuste o sbagliate, ma d’istinto faccio branco, di lupi ovviamente non di sciacalli.
    Cordialmente

  19. Ma lasciala pure, Impo. ;)

    Non voglio fare la vittima, Massimo, ma devo avere la tendenza a ficcarmi nei casini altrui mio malgrado. E tu sai che l’intento sarebbe solo quello di mettere pace: peccato che come diplomatica sia un fallimento.
    Un bacio.

    Se hai 85 anni sei perfetto, Marcello: oramai ho smesso di correre dietro ai ragazzini, che ti illudono e poi ti buttano nel ces…water. Si dice water. ;)
    Tienimi un posto a Villa Arzilla: sorseggeremo una tisana al tiglio, presumibilmente di fronte ad un bosco di tigli. O:O

    Son due mondi simili, paralleli ma distanti, Willy. Non scomodo Aldo Moro, ma il concetto potrebbe essere quello. Io prendevo tutto fin troppo a cuore, una volta. Adesso son diventata atarassica. E’ un bene? E’ un male? Mah: so solo che voglio pensare innanzitutto a me stessa, e ti garantisco che ho incominciato da poco.
    Notte. :)

    Ho capito quello che vuoi dire, Luce, ma forse tu ed io non abbiamo avuto modo di comunicare direttamente. Non mi sono svegliata un bel mattino all’apice di una crisi di follia. Ti prego di credermi. Ho un estremo rispetto dell’amicizia, ma da un po’ sto iniziando a pretendere che mi si riservi lo stesso trattamento. Qui, nella rete, come nella vita “vera”.
    So cosa significa sapere che qualcuno se la sta prendendo con un tuo (o mio) amico. Innanzitutto cerco di capire le ragioni, poi di solito consiglio di lasciar perdere. Ma soprattutto di avere senso dell’umorismo, di sapersi prendere in giro da sè, di non considerare ogni bazzecola come un’onta imperdonabile. Con amicizia.
    Dai, non è il caso che continui qui: cercherò la tua email sul blog.
    Un abbraccio.

    Ho capito anche il tuo punto di vista, Celito, e lo condivido. Se un amico sbaglia lo faccio ragionare, cioè ci provo, e se sbaglio io spero che lui faccia lo stesso.
    Consolati: anch’io ho pochi amici. Ma pochi pochi, eh?

    Ciao Jazz, a volte succedono cose che ci sfuggono di mano. Io ho affermato di aver conosciuto una persona e di averne ricevuto una buona impressione: da qui il macello.
    Grazie per il link: io non so se avrò mai una blogroll, ma so dove scovarvi tutti. :)

    Il merito dei commenti eccezionali è ovviamente dei commentatori, Roberto: io mi limito a scrivere quello che mi passa per la testa, che spesso è veramente poca roba.
    Qui “imitiamo” la vita reale: dopotutto siamo esseri umani. Però la imitiamo, dal momento che manca un elemento imprescindibile: il contatto.
    Intervieni pure: sai che mi fa piacere.

    Tranquilla, Luce: chiaritevi pure, serenamente.

    Gians, io tifo Brazil, Brazil, Brazil. :))
    E vorrei tanto una vuvuzela. :p

  20. Carissima,lietissima se mi contatti ,non aspettavo altro, la mia email è sul mio blog.
    Si, credo che ci siano parecchie cosette che possiamo dirci in privato.
    Un abbraccio affettuoso

  21. Nico, per quel che ti conosco, ho piena fiducia nel tuo modo di aver gestito la questione, e mi spiace che si sia verificatoq ualcosa di spiacevole.
    ammetto che rimango perplessa quando leggo di certe vicende da blog.
    Con tutto che io sono affezionata alla mia parte bloggistica,ritengo che ci siano confini superati i quali l’attaccamento al mondo virtuale sia esagerato.La vita reale è un’altra cosa.
    In generale, essendo cauta e non passionale, diffido per istinto dei proclami di amicizia eterna , questo nel virtuale e nel reale.
    Ciò non esclude che qui possano nascere belle amicizie, anzi, ma secondo me è il tempo che aiuta a costruire i rapporti durevoli, il tempo e l’attenzione.
    Sembra strano scritto su un blog, ma io sulle belle parole faccio una bella tara, sempre.

  22. Ricordi che per un certo periodo avevo messo tutto in moderazione?
    Ecco…capitò anche a me una cosa simile.
    Ne sono uscita a pezzi e ancora oggi fa male.

    un abbraccio
    molto solidale

  23. ma quanti anni hai? 16? Lui diceva questo, lei diceva questo e lui si era innamorato. …. sei un’adolescente, immagino

  24. Nic, non ho mai pensato che tu c’entrassi qualcosa con quei quattro dementi!
    Il tuo amico, evidentemente, mi ha trattata in maniera diversa da come ha trattato te. A volte si cambia, ma non è affar mio.
    Spero che tu non ce l’abbia con me…
    Un bacio
    Reby

  25. brutta storia, mi dispiace per te…io finora non ho avuto problemi, anzi ho incontrato persone carinissime con le quali ho stretto un’amicizia reale, ma il mio non è un blog molto frequentato…
    caro federico, anche tu devi essere giovane, o non penseresti che invecchiando le cose cambino…purtroppo fondamentalmente restiamo sempre uguali e vulnerabili…

  26. Ma no, Reb. Scherzi?
    Son delusa dell’amico, questo sì, ma nella vita sono stata abituata anche a peggio.

    Anch’io ho incontrato persone a posto, Anima, ma anche no. Il problema è mio, che ho sempre la mania di voler e dover difendere questo e quello.
    In pratica mi metto in mezzo e le prendo sul muso.
    Federico ha 50 anni suonati, ma giocare a fare il ragazzino stronzo lo diverte molto.

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