Falegnameria

Partire col piede giusto?

Se potessimo conoscere l’evoluzione e le conseguenze di ogni nostra scelta saremmo estremamente cauti, ponderati, perfino un po’ guardinghi. E, forse, ci risparmieremmo una serie illimitata di palate fra i denti.

Lo so, sto parlando del famoso “senno di poi”: quello che di solito non possiede nessuno, a parte il mago Otelma.

Ho l’aberrante difetto di essere molto spesso in fase riflessivo-introspettiva: quello che, in Francia, viene definito “atteggiamento della segaiola mentale”.

E non è nemmeno vero quello che generalmente si dice, e cioè che gli errori passati servano ed evitare quelli futuri. No, non è vero, perchè ogni situazione, ogni circostanza è un mondo a sè, e le nostre scelte, anche se dettate da cattive esperienze pregresse, sono sottoposte al caso e all’imprevedibilità di una contingenza del tutto nuova.

Quindi saremmo destinati, salvo provvidenziali botte di culo, a prenderle e riprenderle in piena faccia, ma forse questa sorte grama tocca solo a coloro che, come la sottoscritta, sono nati vedendo il seno materno mezzo vuoto.

Già: quand’è che si impara a vivere, considerato il fatto che, fino ad inconfutabile prova contraria, di vita ne abbiamo solo una e dopo nisba?

Alberto Fortis – La sedia di lillà

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29 pensieri su “Falegnameria

  1. Mi spiace ma fai abuso del condizionale. In ogni antro del post, non ci sta una virgola che non lo contempli, allora mi chiedo dove si pone la nostra vena decisionale? bacio e notte cara.

  2. Bella domanda.
    Le mie sono ipotesi suffragate dai fatti.
    Evidentemente le nostre azioni non sono sempre così incisive e determinanti come vorremmo.
    Notte Gians.

  3. e già…!!!
    a saperle le cose prima…
    sai quanti dolori mi sarei risparmiata? ma chissà forse il gusto della vita stà in questa sua imprevedibilità?
    sono d’accordo sul fatto che gli errori non sempre servono per evitarci altri errori,
    ogni storia è una storia con le sue dinamiche e le sue sfumature e spesso si fanno altri errori e diversi

  4. forse si impara quando ci nasce il ‘senno di prima’, riuscendo a considerare tutti gli aspetti di ciò che facciamo, almeno per la nostra parte. Perchè una certa dote di imprevedibilità, come dice aurora267, serve a dar sale alla vita.
    E ad imparare non già dal passato, ma ad agire sempre al massimo con i dati disponibili.
    Un augurio di buona giornata
    Lila

  5. devo chiamarti “bambina portoghese”?

    In realtà, credo di pensarla come Aurora: ogni storia ha le sue dinamiche, per cui alla fine l’unica certezza è che, alla Murphy, “se qualcosa può andar male, lo farà”.

  6. sei tu nic? non avevo ancora scoperto il tuo nuovo nome, perdona, e poi la vita mi sta sta un po’ assediando ultimamente, ciao a presto

  7. Gli errori non servono ad evitare di sbagliare,solo a farci sbagliare in modo differente seguendo percorsi più sofisticati.Quello che ci condiziona credo siano le esperienze dell’infamzia unite al carattere di ognuno.Non si sfugge alla propria natura,un pò come lo scorpione e la rana.

  8. E’ proprio vero, gli errori del passato spesso non servono a prevenire quelli futuri perche’ si cambia, le situazioni cambiano, tutto cambia. Spesso me lo chiedo anche io, la vita e’ una continua improvvisazione in cui si spera di prendere la decisione giusta, di dire la cosa giusta. E si ha sempre una frazione di secondo per pensare, quasi mai e’ concesso molto piu’ tempo.
    Un abbraccio, scrivi sempre post interessantissimi e veri.

  9. conoscere quello che sarà, non lo vorrei mai, alla fine: meglio vivere giorno per giorno, e conservare slanci che magari sapendo il futuro non ci sarebbero…ci risparmieremmo palate sui denti, ma ci negheremmo esperienze di vita e momenti felici, qualcuno ce n’è sempre, anche se poi finisce male….
    quanto a imparare a vivere, è proprio difficile, sì. ci si prova, soffrendo per il tempo buttato via – sicuramente il passato aiuta molto poco, anzi direi che si tende a ripetere gli stessi errori e a ricadere negli stessi atteggiamenti negativi, ancora più incancreniti, ahimè..

  10. Facevo una riflessione simile oggi, a scuola, con una collega…
    Credo che ogni cosa abbia già il suo corso, preordinato ed a nulla serve aver già sperimentato…
    [mi piacerebe però imparare a smettere di farmi seghe mentali, quello sì]

    bacio

  11. Ma poi che ti parlo a fare, sono uno che si butta a capofitto su ogni cosa, sono come un videoleso in una spiaggia di nudisti, insomma anche io me le vado a cercare continuamente, l’importante credo sia non prendere sempre tutto, troppo sul serio.

  12. Gli errori del passato servono solo a farci comprendere gli schemi mentali con cui affrontiamo la vita. Se non siamo in grado di modificarli, ogni occasione, come la profezia che si autoavvera, finirà per avere gli stessi connotati della precedente. Ma siamo noi che, da subito, decidiamo quale direzione dovrà prendere e ci applichiamo perchè sia così.
    Solo che mi devono spiegare come diavolo si fa a resettare ‘sti benedetti schemi che ci siamo formati nel tempo!

    PS: Ci sto prendendo gusto a stare “qui” ;)

  13. Carissimo Nicastro, se potessimo conoscere in anticipo le conseguenze delle nostre scelte, ci metteremmo alla finestra a osservare quelli che se le beccano sul muso (le conseguenze).
    E sghignazzeremmo di gusto.

  14. Io sono ormai campionessa di errori, Aurora. D’altronde non si può prevedere l’evolversi di ogni cosa che ci può capitare.
    Certo, c’è anche l’eventualità che succeda anche qualcosa di bello, ma personalmente ho perso ogni speranza.

    Lavorare con i dati disponibili mi ha portato a vivere in difesa, Lila: come se dovessi essere attaccata da un momento all’altro. Una volta amavo il famoso tocco di imprevedibilità: oggi sono una seguace, mio malgrado, della legge di Murphy.

    La vita ti capita, Arci: così come ti capita di riuscire a sfruttare al meglio le tue potenzialità. Ma anche no.

    S’impara solo quello che ci ha insegnato quella situazione, Crtistina. E le situazioni non sono mai uguali.

    Grazie, caro massimo: sono andata a leggermi il testo di “bambina portoghese”. Ho anch’io un bikini amaranto: magari un bel giorno svanisco nel nulla. Su Murphy ho scritto sopra. siamo, ahinoi, in sintonia.

    Spero siano assedi piacevoli, Impo. Sì, sono io in carne ed ossa. Adesso finalmente con un rapporto carne/ossa molto più equilibrato.

    Cogli un aspetto importantissimo, Roberto: la nostra infanzia, l’imprinting, le primissime esperienze. E l’ambiente. Ciò contribuirà a far di noi quello siamo.

    Ma non so, Vic. Anch’io ho sempre la spiacevolissima sensazione di avere troppo poco tempo per fare o dire la cosa giusta. E quando mi sono esposta, mi accorgo di aver sbagliato ancora una volta.
    Un abbraccione a te.

    Nemmeno io vorrei conoscere il mio futuro, Animapunk, anche perchè gli anni stanno passando, inesorabili, e pare ci sia tempo solo per quelle cose negative che non sono ancora successe.
    Chissà, magari sono diventata catastrofista, ma gli anni durissimi che ho alle spalle non mi hanno concesso la possibilità di sentirmi serena e distesa.

    Oggi come oggi sentirei di sposare la tua tesi in pieno, Blue: per quanto ci sforziamo, a volte abbiamo la sensazione netta che le cose debbano andare in un modo, piuttosto che in un altro.

    Io non MI prendo sul serio, Gians, e mentre sto affondando mi ritrovo aggrappata alla ciambella di salvataggio dell’autoironia: non immagini quante volte m’ha salvato la vita.

    Schemi, quindi, o predestinazione? Normalmente mi dibatto fra queste due possibilità, Grimilde. Di certo cresciamo e ci formiamo con schemi mentali che, inevitabilmente, ci portano ad operare determinate scelte. E ad operarle ancora e ancora, temo.
    Io ho provato a smontare con una psicoterapia, ma non ho avuto molto successo.
    ps.
    vero che qui è meglio che lì? :)

    Forse, Aquila. Intanto ho la spiacevole sensazione che qualcuno, alla finestra, stia sghignazzando di me.

  15. le esperienze passate secondo me non servono a prevenire le legnate, ma sicuramente a sentirne l’odore in anticipo. non per questo cambiamo strada. la chiamano coazione a ripetere. ma almeno andiamo incontro al bastone senza illusioni, consapevoli e perfino divertite da questo eterno girare in tondo

  16. Conosco bene la coazione a ripetere, Metro.
    Proprio per questo vado avanti non con cautela: di più.
    E ammetto che a volte esagero, ma che la paura, come suol dirsi, fa novanta.

  17. A parte che hai nominato l’innominabile lol, potrebbe essere un’idea quella di decidere, come se fosse una medicina da mandar giù, di iniziare a vivere da domani che ci piaccia o no. Magari funziona….

    Un bacio
    Daniele

  18. nulla di piacevole, ma speriamo che dal letame nascano i fior, come cantava de andrè, per il resto, credo sia inevitabile restare fedeli alla propria natura fino alla fine, salvo qualche aggiustamento di tiro prodotto dalla palate fra i denti che il destino prodigo non lesina, comunque sia è sempre bello leggerti, un abbraccio e ben ritrovata

  19. non so Nic, se s’impara dalle situazioni o dalle persone che erano in quella situazione. Dal loromodo di comportarsi, dal capire che certe cose vanno bene per me oppure no..che so, io con uno con degli atteggiamenti come il mio ex marito non mi metterei mai più, perchè ho capito che quel genere di uomo non va bene per me.
    o, altro esempio molto personale, ho capito che girarsi i letti come i fazzoletti non fa per me, che non sono mentalmente strutturata per quel genere di avventure.
    ci sono amiche mie che lo fanno e si divertono un mondo, io mi annoiavo, quindi non lo farò più.
    cose così, insomma :)

  20. sarebbe bello sapere prima dove andranno a finire le nostre scelte. Sarebbe anche noioso però.
    Secondo me l’importante non è sapere prima, ma avere la mente aperta ad ogni possibilità, anche se negativa. Non aiuta ad evitare i problemi, ma aiuta ad essere pronti ad afforntare le cose che succedono che siano esse positive, e fortunatamente a volte succede, che negative.
    Un abbraccio

  21. No, Daniele: tutto ciò che è imposto, o autoimposto, non mi fa particolarmente bene.
    ps.
    Perchè il povero mago sarebbe innominabile?

    Giocoforza si rimane fedeli alla propria natura, Impo.
    Dal mio letame, generalmente, non è nato altro che un nugolo di mosche: ma forse è colpa mia, che non so più scorgere il lato buono delle cose.
    In bocca al lupo, qualunque cosa sia.

    Ti quoto, Cristina: nemmeno io potrei mai sognare, nemmeno in uno dei miei incubi peggiori, di stare con un uomo simile al mio ex marito.
    Così come ho capito che le avventure mordi e fuggi ed io viaggiamo su binari diversi.
    A volte invidio quelle che non ci lasciano mai il cuore. Siccome mi conosco, sto alla larga dalle complicazioni.

    Quasi tutta, Gians, ed è la direzione del buon senso, mi pare. :)

    Aspettarsi il peggio vuol dire che quando ti cade addosso in qualche modo ti eri preparato, Ormo. Ma a volte accadono cose del tutto impreviste: in genere son quelle, a spiazzare.
    Un abbraccio.

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