Les jeux sont faits

Nessun rimpianto per quel che non è stato: che la volontà dell’uomo c’entri o meno, la vita spesso propone piatti indigesti che hanno la funzione di farci imparare a riconoscere e ad evitare quello che per noi è veleno.

Che un bambino cresca senza padre, e non riesca mai ad avere rapporti sereni con lui fa parte di quelle portate immangiabili che toccano a molti.

Cose della vita.

Ognuno di noi ha il suo fardello che porta sulle spalle come può, imparando per gradi ad assimilare colpi e bassezze.

Da bambina non immaginavo il mio futuro, e non sono mai riuscita a farlo veramente: assenza di capacità organizzativa e di pianificazione. Fatalismo latente. Tendenza ad una forma strana di assistenzialismo psicologico.

Poi il tempo è volato, e le mie speranze confuse (il massimo che sia mai riuscita a permettermi) con lui, come anelli di fumo all’aperto, in un giorno di vento.

Ho capito che fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio (ah, le nonne…), e che anche le persone migliori hanno sempre un lato oscuro che mal si concilia col nostro.

E che, a volte, certe cose capita di comprenderle magari dopo essersi rotolate con un uomo nello stesso letto, snocciolando frasi fatte e frammenti di pessime recite ad esclusivo beneficio del tot di anima messa in gioco in quel momento.

E alla fine della fiera ci si ritrova a fare i conti con il ricordo di persone che si erano credute sicuramente migliori di quello che fossero nella vita di ogni giorno.

E, perchè no, a rivalutare se stessi. Alla grande.

Noir Désir – Le vent nous portera

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21 pensieri su “Les jeux sont faits

  1. rivalutati, rivalutati !!
    Fai come me quando richiamo il detto: “se mi giudico mi abbatto, ma si mi paragono mi esalto”
    stammo bene e bellaNvita ;)

  2. Il “fenomeno” sta avvenendo spontaneamente, Arci. Troppo tempo passato a credere che certi altri fossero dei in terra.
    Quanto spreco di tempo!
    Farò mio il detto: oltretutto lo condivido. ;)

  3. Quoto Arci alla stragrande.A ben guardare,le vite altrui non è che siano questo gran spettacolo,ma credo che il punto sia che chi rifugge dal compromesso ha semplicemente standard più alti.Waka waca (ormai ci siamo).

  4. meglio tardi che mai…
    stesso nome ma caratteri diversissimi, io e te
    io sono sempre stata un piccolo panzer (dovevo sopravvivere in una famiglia numerosa e farmi largo per trovare il mio posticino)
    più che cercare l’altra metà, direi che l’ho precettata (e a lui la cosa ha garbato parecchio)
    i guai sono arrivati quando ho voluto allargare il cerchio dei precettati: purtroppo la condizione di coppia a volte è un po’ soffocante
    lui ha capito (è un grande)
    il compromesso è stato concordato e messo in atto
    mi fermo qui: a questo punto sarebbe difficile da spiegare e da capire
    rimando all’ultimo film di Woody Allen…;-)

  5. Per strano che possa sembrare è una vita che non accetto compromessi, Roberto, ma ciò non ha fatto che rendermi più sola e introversa. E moderatamente sfiduciata.

    C’è una parte di me che sicuramente avrebbe voluto impostare la vita come hai fatto tu, Reb, ma separazioni ed allontanamenti subiti da piccoli ci segnano irrimediabilmente, lasciando impronte indelebili.
    Mio marito non lo volli nemmeno più di tanto: mi capitò. E, ovviamente, gli ho voluto bene, ma l’amore era altro. E ci sarei rimasta insieme per il bene del bambino, se non fosse stato un torturatore psicologico. Allora ne ebbi abbastanza. Non ho difficoltà a chiudere una storia finita. Di solito son sempre io quella che se ne va, o che non si avvicina nemmeno. Solo una volta l’ho presa nei denti: e ancora ne porto i segni.
    Grande, “purchè funzioni”: ne condivido totalmente lo spirito, ma fatico ad inglobarlo. :)

  6. pensavo a questo: rivalutare se stessi. capire chi siamo e chi vogliamo, altrimenti non saremo per nessuno e di nessuno.
    in questi mesi la ricerca di me mi sta devastando. ma stringo i denti e non mi fido,,,anche se forse dovrei farlo.
    un abbraccio e grazie per i tuoi post che adoro, con affetto A.

  7. Ma la sai una cosa? uno di questi giorni ti scrivo un post dove ti elenco per filo e per segno ogni sventura, tu ti sia tirata addosso. Sappi che stai per lacrimare sangue. ;)

  8. La mancanza di fiducia finisce per diventare fisiologica, in certi periodi. Tu sei giovane, A., e non puoi arrenderti.
    Veramente non dovrei farlo nemmeno io.
    Su una cosa hai assolutamente ragione: bisogna dare a se stessi il valore che si merita. Gli altri dopo.
    Un bacio.

    Devo farlo, anche se è doloroso, Metro. Aver dato fiducia a chi si è preso gioco di noi è un errore, certo, ma rimediabile.

    Gians, in attesa del tuo post metto le cosiddette mani avanti dicendoti che allcune cose, davvero, non me le sono cercate. Ma proprio per niente. :-|

  9. Ciao Dani, Thiago fa miracoli, ma stamattina, per esempio, grazie a lui, che mi cammina sempre tra i piedi, ho rischiato di cadere due o tre volte.
    Mio figlio è andato al mare con la moto (pauuuuuuuuuuura), ed io me ne sto con la gamba a riposo. Il cucciolo si è acquietato per solidarietà. :)
    Un bacio.

  10. Ma, questo non lo davo per scontato, chi mai se non un fachiro si rigirerebbe il coltello nella piaga tanto a lungo?

  11. Basta, altrimenti qui si finisce a discorrere sul serio, e come sempre mi capita a me le parole vengono fuori con le pinze.

  12. bisognerebbe pensare che gli altri, se arrivano, sono un di più.
    Una concezione tragica della famiglia mi ha portata a fidarmi poco degli altri; salvo ricredermi, ma alla fine è con noi stessi che dobbiamo cercare di avere il rapporto migliore.

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