Buone azioni

Procura di essere sempre sincero, salvo quando sia necessario mentire, e di non causare inutili preoccupazioni.
Sì, è vero che alcune sere fa, in un negozio, ho avuto la sensazione che gli abiti mi venissero tutti sopra, o che io andassi addosso a loro, ma la cosa è durata meno di un minuto, e c’era tanta di quella gente che, fossi anche stramazzata al suolo, non se ne sarebbe accorta, calpestandomi. Soprattutto non sono malata, ergo tutti buoni.

Procura di tenerti alla larga dalle  tante piccole e  misere vittorie di Pirro che la vita ti offre su enormi vassoi d’argento.
Certo,  posso averti dato la sensazione di essere  stata ostile. Beh, francamente lo sono stata, anche se, col passare degli anni, sto imparando, a fatica, la difficile arte della diplomazia. Tuttavia percorro la mia strada a testa bassa, come i muli caricati “a spezzare”. E il passato è passato.

Procura di mantenere la calma anche quando le condizioni esterne ti porterebbero ad imbracciare un fucile.
Lo so, una volta ero impulsiva cento; oggi lo sono venticinque, ma quando ritengo che la misura sia colma, anzi quando percepisco a pelle, perchè non ragiono, che le bocce stanno per traboccare, tiro un respiro lunghissimo e sento il cuore che mi rimbomba dentro, mentre le fitte allo stomaco si fanno più acute. Nessuno è perfetto.


Procura di dare a tutti un’altra possibilità, o almeno un minimo di ascolto, perchè generalizzare è roba da sciocchi.
Ok, malgrado gli sforzi buonisti penso che gli uomini intesi come maschi siano sostanzialmente paraculi, vigliacchi, bugiardi e superficiali. Quasi tutti, via. Una buona parte. Facciamo fifty e non se ne parli più. Però, per favore, evita di raccontarmi la storiella…sì, quella: non ci crede più nemmeno cappuccetto rosso.

Procura di ricordare sempre tutte le “perle di saggezza” che conosci, e di renderle attuabili.
Nonostante vada ripetendo tra me e me che se le fondamenta sono solide il vento non farà danni ho inciampato.

Inciampato, sì.
E son caduta col sedere per terra. Tutto bene, per fortuna: sotto sono ammortizzata a dovere.
Quindi mi sono rialzata con circospezione (ricordo un’altra perla che recitava: guardati sempre le spalle), ho dato una spolverata sommaria alla gonna…no…pantaloni, ho guardato la tua mano protesa ambiguamente verso di me, l’ho stretta con vigore, alla maniera di un energumeno, e me ne sono tornata sulla retta via.
Dopotutto mi pagano per questo.
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